Disneyland e le sue strategie psicologiche di marketing

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Nel tempo Disneyland ha impostato alcune strategie psicologiche di marketing di grande successo. Il suo obiettivo? Battere qualsiasi record mondiale in fatto di vendite. Proviamo a scoprire di più sull’argomento.

La psicologia è una disciplina che viene applicata in tantissimi rami: nella moda, nella religione, nell’insegnamento e perfino nel marketing di massa. Lo sa bene Disneyland, il parco a tema più famoso al mondo che vanta circa 320 milioni di visite nell’arco di 25 anni. Vuoi conoscere di più sul marketing di Disneyland? Non ti resta che continuare la lettura.

Tutti i principi psicologici di Disneyland che convincono il cliente

Chiunque sia stato in un parco a tema avrà ben in mente come funziona l’esperienza. Il percorso inizia sempre nello stesso luogo, un gateway, punto di passaggio obbligatorio per accedere al parco. Questa sorta di “forzatura”, altro non è che una strategia psicologica di marketing. Ebbene si, perchè è proprio qui che un primo fotografo ti attende per la fatidica foto insieme ai personaggi Disney, quelli di sempre, quelli che ricordi con affetto perchè rappresentano la tua infanzia. Come puoi rifiutarti? Sono trascorsi appena 10 minuti dall’inizio dell’avventura e Disneyland ha già generato la sua prima opportunità di vendita.

Una volta aver superato il gateway e dopo aver pagato (profumatamente) il biglietto d’ingresso, è tempo di decidere cosa fare, cosa vedere e dove andare. Su una cosa siamo tutti d’accordo: il punto forte di Disneyland è quello di offrire un buon servizio al cliente. D’altro canto, ti ritrovi di fronte a svariate opzioni di scelta. Anche questa è una strategia psicologica di marketing, perchè dentro al parco ti senti letteralmente “il padrone del mondo”. Non cè una cosa che non puoi fare o che non puoi vedere. Ne è la prova la mappa stracolma di giostre e attrazioni e realizzata con piacevoli immagini cartoon.

Passeggiando per i sentieri del parco ti ritrovi immerso in un mondo di fiabe e di finzioni futuriste di cui TU sei il solo e vero protagonista: è come se tutto ti girasse attorno. Disneyland ha voluto utilizzare questo principio base di marketing sin dall’apertura del suo primo progetto e cè da dire che questo ha funzionato molto bene. Ti faccio un esempio lampante: nell’attrazione Peter Pan’s Flight, il personaggio non figura mai durante il percorso, una decisione che permette al visitatore di immedesimarsi totalmente nella scena e soprattutto, di sentirsi proprio come Peter Pan.

Altra strategia psicologica di marketing è il design dello spazio che Disneyland ha voluto allestire in modo tale da aumentare le vendite. Fra un’attrazione e l’altra trovi sempre uno shopping store dove poter acquistare qualche oggetto, ma il tutto è stato progettato senza che il parco somigliasse troppo a un centro commerciale. In parole povere, il cliente è perennemente stuzzicato alla vendita e spesso, finisce per spendere una caterva di soldi senza quasi rendersene conto. Il risultato finale è che quando raggiungi la fine del percorso avrai lasciato una buona scia di spesa, sentendoti ugualmente appagato e contento.



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