False recensioni su TripAdvisor, arriva la condanna penale

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Per l’imprenditore serio, una recensione obiettiva e veritiera è ciò che serve per soddisfare le aspettative del cliente e attrarre il target più appropriato. Una buona recensione, inoltre, deve mettere in risalto i pregi dell’azienda, la qualità dei suoi prodotti/servizi e rimarcare tutto ciò che la differenzia dagli altri concorrenti.

Fare uso di recensioni false può quindi rivelarsi un boomerang (in molti casi anche per i committenti), proprio com’è successo nei giorni scorsi a un’agenzia avvezza a questo genere di pratiche.

Il caso

Il Tribunale penale di Lecce pronuncia sentenza di condanna ai danni di un imprenditore salentino per false recensioni su TripAdvisor.

Le recensioni di TripAdvisor dovrebbero essere “prese con le pinze”, SEMPRE! Certo, “Nancy4055” proveniente dal lontano Regno Unito può sembrare uno pseudonimo digitale accattivante, mentre l’ortografia di un utente che al posto di “parmigiana di melanzane” scrive “parimijan di melanzanh” potrebbe essere intesa come un banale errore di battitura. Ma “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio” recitava un vecchio proverbio. Ed infatti, quella pronunciata dal Tribunale penale di Lecce è una sentenza che parla chiaro: molti dei commenti di TripAdvisor sono frutto dell’invenzione!

Per fortuna i giorni delle false recensioni online hanno le ore contate dal momento che la notizia sta facendo il giro del mondo. Secondo il sito web Morning Advertiser, per la legge italiana pubblicare recensioni sotto falso nome è un crimine a tutti gli effetti e in quanto tale può e DEVE essere perseguito legalmente.

Quanto accaduto ha dell’incredibile, soprattutto perchè è la prima volta al mondo che viene impugnato un verdetto del genere. Ed infatti, sebbene il reato di falsa informazione sia in vigore in molti paesi da un po’ di tempo, questo è uno dei primi casi in cui si sia assistito a un’effettiva condanna penale.

Dalla sentenza risulta che l’uomo, titolare di una società salentina, è stato condannato a nove mesi di carcere con l’obbligo di risarcire il danno prodotto con una cifra pari a 8 mila euro. L’accusa è appunto quella di aver offerto mediante la sua azienda pacchetti di false recensioni su TripAdvisor.

Le autorità competenti supportate da TripAdvisor (che si è costituita parte civile) hanno avviato l’indagine nel 2015, a seguito di numerose prove fornite dai vari ristoratori italiani. Nello specifico l’azienda, si offriva di scrivere recensioni a pagamento al fine di migliorare i profili di centinaia di aziende, il tutto chiaramente inventato di sana pianta.

Ma come ha fatto l’azienda a pubblicare le false recensioni su TripAdvisor? E come è possibile che uno dei siti di recensioni online più famoso al mondo, si sia fatto ingannare in questo modo da una piccola impresa? Da quello che si evince dagli atti è stata solo una questione di tempo. L’escamotage della società consisteva nel cambiare regolarmente nome utente e indirizzo e-mail per evitare i blocchi e i filtri del sito. Ma dopo un po’, i processi di rilevamento delle frodi di TripAdvisor si sono messi in moto, fino a scoprire le recensioni fake.

“Investiamo molto nella prevenzione delle frodi e abbiamo successo nell’affrontarla: dal 2015 abbiamo bloccato l’attività di oltre 60 diverse società di recensioni a pagamento in tutto il mondo”, ha affermato al quotidiano britannico The Guardian Brad Young, Associate General Counsel di TripAdvisor. Il vice presidente ha inoltre dichiarato: “Crediamo si tratti di una sentenza storica per Internet. Scrivere recensioni false è sempre stata una frode, ma questa è la prima volta che vediamo una persona andare in prigione”.

Spiacente Nancy4055, sembra che per te non ci sia più scampo!

 



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